#iran #Usa #Mo consueto aggiornamento mappa. Alcune cose da notare:
1) Le notizie sull’entrata dei curdi ad ovest sono risultate completamente false. La notizia è stata smentita dallo stesso governo curdo iracheno.
Ho già spiegato ampiamente perché non mi aspetto boots on the nel caso dei curdi.
Resteranno attivi, ovviamente, i movimenti insurrezionali beluci e curdi già esistenti, che cercheranno di sfruttare l’occasione. Ma ricordiamoci che sono numericamente decisamente piccoli.
2) Interessante come gli strike stiano sistematicamente colpendo non solo infrastrutture e mezzi militari, ma anche commissariati di polizia e palazzi governativi. Soprattutto per i commissariati il numero è impressionante. Si vuole cercare di eliminare il più possibile le forze di sicurezza e di primo contrasto per eventuali insurrezioni.
Altro punto: gli strike si stanno “allargando” anche in aree periferiche, soprattutto nelle zone curde, ma anche altrove. L’impressione è che nei primi giorni ci si sia concentrati su obiettivi più grossi e su Teheran, per poi andare ad allargare progressivamente l’azione.
Quanto alle navi, da registrare il primo siluramento di una nave dalla WWII: a largo di Ceylon è stato affondato un destroyer iraniano. Ormai si parla di 20 navi iraniane affondate ed anche stamani il porto di Bandar Abbas era in fiamme per gli airstrike della notte. Probabile che la marina iraniana di grossa stazza sia stata completamente azzerata.
3) L’Iran ha diminuito il numero di lanci di missili e droni. La curva dei lanci si è abbassata, ma ovviamente il problema è che difficilmente tenderà a zero.
Va tenuto conto che anche le munizioni d’intercetto tendono a diminuire drasticamente, soprattutto perché i sistemi PAC (Patriot) tendono a un consumo massivo di munizioni. L’utilizzo contro i droni tende quindi a far esaurire le scorte di intercettori.
Gli USA stanno già pensando di spostare batterie da altri paesi; intanto sono stati schierati solo ieri sistemi C-RAM in Iraq, più adatti al contrasto dei droni. I paesi del Golfo si stanno rivolgendo all’Ucraina per l’acquisto di droni intercettori (che producono in serie), ma non vedo tempistiche rapide. Francesi, greci e stamani pare anche italiani si stanno muovendo per spostare navi in difesa dell’area del Golfo e di Cipro con funzioni di intercetto dei droni.
4) Stamani due droni hanno colpito l’aeroporto dell’enclave azera di Nakhchivan: è la prima volta che viene colpito l’Azerbaigian.
Ieri un missile è stato intercettato sopra territorio turco (in questo caso gli iraniani hanno parlato di deviazione e sostenuto che il lancio fosse diretto su Cipro, ma ho molti dubbi). Nuovi lanci sull’Oman sono stati registrati ed intercettati.
Abbattuti altri due aerei iraniani in direzione del Golfo. La cosa incredibile è che ci siano ancora aerei iraniani in volo.
5) La situazione rimane complessa e non c’è nessun accenno a proteste o a un crollo del regime, che si appresta a scegliere il successore di Khamenei e la nuova Guida Suprema.
La strategia del terrore è piuttosto chiara: bloccare e paralizzare il Medio Oriente, colpendo traffici marittimi e aerei e soprattutto quelli navali, in modo da paralizzare produzione e trasporto di greggio, facendo pagare al mondo intero il costo di questa guerra (ed aumentando le pressioni sugli USA per la fine del conflitto).
Altro punto interessante: dopo i primi 2 giorni non sono state annunciate altre perdite di rilievo del regime. Il che fa pensare che gran parte delle strutture di "potere" siano stati evacuate, e che i principali papaveri siano stati messi al sicuro in bunker sotterranei.
6) Intanto l’IDF continua a bombardare il Libano. L’esercito è entrato oltre il confine ma ancora non sono registrate avanzate in profondità; da capire se si spingeranno più avanti in direzione del fiume Litani.
Per Israele l’attacco all’Iran ha molte opzioni strategicamente positive:
colpire il nemico di sempre e metterlo almeno militarmente fuori dalla possibilità di nuocere per un bel pezzo;
eliminare quel che resta di Hezbollah in Libano;
“costringere” i paesi arabi a schierarsi con Israele, cosa che sarebbe un unicum e che creerebbe non pochi mal di testa alle opinioni pubbliche arabe.
Motivo per cui i paesi del Golfo non hanno ancora iniziato operazioni offensive verso l’Iran, limitandosi a quelle difensive.