am 🧸
am 🧸 @hueningshy ·
helloo ive been kinda slow posting but i have more time now for comms again so we are #Open ☺️
am 🧸 am 🧸 @hueningshy ·
opening commissions again yayy pls dm me if interested!! ^_^
171
Esteban Garcia
Esteban Garcia @EstebanGar28405 ·
#open gov, the lawsuit handed to @Facebook was simply car my poetic justice 40,000 people monitoring to Security I sent 40,000 messages about someone hacking my account but they kept sending messages to the hacker through my email updating them about account status
31
Giorgia Salvagni
Giorgia Salvagni @GiorgiaSalvagn1 ·
#OPEN Referendum, come l’ha presa Giorgia Meloni 24 Marzo 2026 - 05:39 Alessandro D’Amato referendum giorgia meloni risultatireferendum giorgia meloni La premier più rassegnata che furiosa. Mentre i suoi se la prendono con il Triangolo delle Bermuda stro. Lei pensa di salire al Colle. E la prossima sfida sarà la legge elettorale «È un Paese difficile da cambiare», ma «si va avanti secondo il programma». E «vanno stretti i bulloni della macchina fino alle elezioni». Stavolta i virgolettati che i retroscena dei giornali attribuiscono a Giorgia Meloni non dipingono una premier furiosa, ma rassegnata. E determinata ad andare avanti senza dimissioni. Potrebbe salire al Colle o farsi votare una nuova fiducia. Ma il giorno dopo la vittoria del no al referendum sulla giustizia non è quello della resa dei conti. Non ancora. Anche se dentro Fratelli d’Italia c’è chi punta il dito sul Triangolo delle Bermuda Carlo Nordio–Giusi Bartolozzi–Andrea Delmastro. Ma in attesa del voto nel 2027 c’è paura per una guerra di logoramento che potrebbe andare avanti fino alla fine della legislatura. Giorgia Meloni e la sconfitta del referendum La battuta sul paese che è «difficile da cambiare» dopo una sconfitta nel voto di quel “popolo” che ha sempre citato come sovrano fa sì che Meloni ricordi quella vignetta di Ellekappa che circolava in piena Tangentopoli: «Ma se i partiti non somigliano più agli elettori, allora cambiamoli, questi benedetti… elettori». Di certo dopo tre anni e mezzo in modalità Re Mida, spiega il Corriere della Sera, ha dovuto fare i conti con la prima sconfitta. «È un momento difficile e inedito. Giorgia finora non aveva mai perso, occorrerà capire come reagirà, intanto ascolterà tutti e poi si muoverà. Ma io che la conosco da tempo escludo reazioni di pancia», dice un esponente del governo. Gli errori della campagna elettorale sono stati «tanti, troppi, evitabili». Nordio, Bartolozzi e Delmastro Tra questi c’è l’atteggiamento del Guardasigilli, che oggi in un’intervista a La Stampa esclude le dimissioni. E la sua capo di gabinetto che ha parlato dei giudici come plotone d’esecuzione e ha detto che sarebbe andata via dall’Italia in caso di vittoria del no. Naturalmente è ancora al suo posto. E ormai è vissuta come un problema. Allo stesso modo di Delmastro. Che sta «sotto un treno» e ancora non in grado di spiegare perché sia diventato socio di una bisteccheria alla periferia di Roma con una ragazza di 18 anni, figlia di un condannato per mafia. Mentre il sottosegretario Giovanbattista Fazzolari alimenta il complottismo della premier parlando di «un’azione delle toghe ancora più invasiva» su immigrazione e sicurezza. Referendum sulla Giustizia, Meloni riconosce la sconfitta: «Gli italiani hanno deciso, ma resta il rammarico. Il governo? Va avanti» – Il video Riforma Giustizia bocciata, il No vince con il 54%. Schlein festeggia: «Batteremo Meloni alle politiche». La reazione della premier Voto anticipato? Secondo La Stampa Meloni potrebbe salire al Quirinale per un confronto con Sergio Mattarella. Forse di ritorno dall’Algeria. Ma senza chiedere una nuova fiducia al Parlamento. E c’è l’ipotesi del voto anticipato. Smentita dalla premier, ventilata dai parlamentari di FdI. Per sfruttare le divisioni nel centrosinistra. Ma il piano di Meloni prevede la legge elettorale. Che potrebbe ora trovare il consenso dell’opposizione, ragionano nella maggioranza, perché mostra le sue possibilità di vincere.
182
Giorgia Salvagni
Giorgia Salvagni @GiorgiaSalvagn1 ·
#OPEN Meloni e le dimissioni di Santanchè: cosa succede dopo il no della ministra 25 Marzo 2026 - 05:05 Alessandro D’Amato giorgia meloni dimissioni daniela santanchegiorgia meloni dimissioni daniela santanche I retroscena: «Sono pronta a venire in Cdm», dice la ministra. «Da uno», risponde la premier. La soluzione in mattinata oppure con un voto in Parlamento «Non mi dimetto, anzi. Sono pronta a presentarmi al prossimo Consiglio dei ministri». Così risponde attraverso i retroscena dei giornali la ministra del Turismo Daniela Santanchè alla premier Giorgia Meloni, che ha chiesto le sue dimissioni. E ancora: «Delmastro è rimasto al governo da condannato per un anno, perché dovrei lasciare io con un semplice rinvio a giudizio?». Anche perché, spiega, i problemi nel suo caso sono dovuti «alla mia privata attività di imprenditrice». Tutte «storie peraltro vecchie di anni», che «nulla hanno a che fare con il mio ruolo di ministro». Intanto si parla già di chi potrebbe sostituirla. Al Turismo potrebbe andare «un uomo del Sud», visto come ha votato il Meridione al referendum. Oppure Giovanni Malagò. Le dimissioni di Santanchè e il ruolo di La Russa Il Corriere della Sera fa notare che la diatriba tra le due somiglia a quella di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini: «Che fai, mi cacci?»; «Che fai, mi sfidi?». In realtà a oggi la situazione somiglia molto alla diatriba tra l’allora premier Lamberto Dini e il suo guardasigilli Filippo Mancuso, poi risolta con la “sfiducia individuale” al ministro in parlamento. «Da oggi non copro più nessuno: chi sbaglia paga», è la convinzione della premier. Che dopo le dimissioni di Giusi Bartolozzi e di Andrea Delmastro (Nordio le ha offerte per salvare la sua capa di gabinetto, ma Meloni ha detto no perché così il governo avrebbe dovuto affrontare un passaggio parlamentare) ha puntato Santanchè. L’amico (di Daniela) Ignazio La Russa ha provato a mediare tra le due senza successo. La ricattabilità di Giorgia Di certo la richiesta di dimissioni nei confronti di Santanchè non c’entra nulla con l’esito del referendum. Dal quale la Pitonessa si è sempre tenuta lontana, per evitare polemiche. Per questo non capisce perché, dopo tanto tempo passato dall’attualità dei suoi guai giudiziari, la sua richiesta sia arrivata proprio ora. Smentendo le insinuazioni circolate negli ultimi tempi (e arrivate anche in parlamento) su una sua presunta ricattabilità e sul doppio filo (simul stabunt, simul cadent) che la legava alla ministra del Turismo. La sfiducia pubblica nei suoi confronti è una dichiarazione di guerra. «Non ci penso nemmeno», fa sapere lei tramite Repubblica. Nel giorno in cui la premier decide di «cambiare fase», di «rilanciare l’azione di governo», di «stringere i bulloni», sembra proprio una provocazione. Ti potrebbe interessare Daniela Santanché decisa a resistere alla richiesta di dimissioni avanzata da Giorgia Meloni. La Russa preme, altrimenti la maggioranza farà passare la mozione Pd di sfiducia Meloni: «Santanché faccia la stessa scelta di Delmastro e Bartolozzi». Il pressing sulla ministra, ma lei vuole rimanere Referendum, come l’ha presa Giorgia Meloni Il senso di impunità La svolta di Giorgia arriva per «rispondere alla bocciatura delle urne su un senso di impunità che sembra albergare nel governo», hanno spiegato gli emissari di Meloni Giovanni Donzelli, Arianna Meloni, Francesco Lollobrigida a La Russa. Ma lei non sembra avere intenzione di cedere: «Non mi dimetto, anzi. Sono pronta a presentarmi al prossimo Consiglio dei ministri». E c’è chi racconta che ieri ha rinfacciato «all’amica Giorgia» le percentuali da prefisso telefonico di Fratelli d’Italia all’inizio della sfida e i risultati di oggi. Ma i meloniani non ci cascano: «Ha lasciato uno storico come Delma, deve fare altrettanto Daniela. Stavolta dovrà cedere», profetizzano i colleghi di partito.». Il redde rationem Oggi Meloni alle 12 atterrerà ad Algeri per trattare con il governo sul gas. Santanchè ha un appuntamento istituzionale alle 15 a Napoli. È molto probabile che FdI si aspetti una soluzione alla crisi entro la mattinata. Con l’addio di Santanchè dopo una nottata di riflessioni, magari condito da una nota in cui ribadisce la sua innocenza e l’estraneità alle difficoltà dell’esecutivo. La soluzione alternativa è un massacro parlamentare con i piatti sporchi da lavare in piazza. Che non conviene a nessuna delle due. O forse sì?
2
1
250
Orlando Jr.
Orlando Jr. @OrangeisJuece ·
Just remember that "Pretty Boy" bulls*it will get your sh*t fuc*ed up round here... Bout to cry as you call the cops with your mom looking a** punk a** little bi*ch #assault as I #open with #white , #chess #right ?!
27
OK! Magazine Greece
OK! Magazine Greece @okmaggr ·
Όλα όσα ανέφερε. #σίσσυχρηστίδου #open #εδώtv okmag.gr/people/celebri…
Σίσσυ Χρηστίδου: Η Ελένη Μενεγάκη και το μάθημα που πήρε από την συνεργασία της με τον Χρήστο...

Λίγο μετά τη σημερινή της εκπομπή με το «Χαμογέλα και Πάλι», η Σίσσυ Χρηστίδου παραχώρησε δηλώσεις, στο «Εδώ Tv» και στο Open.

From okmag.gr
104