Faziosi, spudorati e disonesti gli attacchi della sinistra al Governo per il taglio delle accise. In poche ore i suoi esponenti sono passati dalle accuse all'esecutivo, e a Giorgia Meloni in particolare, perché non era ancora intervenuto per calmierare i prezzi alle accuse enuto. Speravano si aspettasse la settimana prossima perché domenica e lunedì c'è il referendum, tanto a loro che gli italiani abbiano difficoltà con i prezzi non interessa proprio.
Ma c'è molto di più e di peggio: il decreto del Governo Meloni arriva dopo soli 18 giorni dall'inizio delle ostilità che hanno determinato gli aumenti dei prezzi e con il prezzo medio della benzina a 1,88 euro al litro. Nel 2022 il Governo Draghi, sostenuto anche da tutta l'attuale opposizione, intervenne quando le ostilità erano iniziate già da 22 giorni, 17 giorni dopo che il prezzo della benzina aveva superato quello attuale, 7 giorni dopo che aveva toccato addirittura 2,25 e il gasolio era a 2,24. Se poi calcoliamo l'inflazione si tratta di un livello pari a oltre 2 euro e 50 centesimi di oggi. Ulteriore e disonesta critica della sinistra: 'È un provvedimento temporaneo! Vergogna!'. Ma il provvedimento del governo Draghi fu anch'esso
temporaneo! Fu poi prorogato per il protrarsi dell'emergenza.
Non basta: nel 2022 gli effetti sui prezzi al distributore arrivarono solo 4 giorni dopo il decreto, ma oggi la sinistra gongola perché a poche ore dal varo del decreto i prezzi sono ancora alti (cioè circa 30 centesimi più bassi che nel 2022, quando erano anche loro al Governo).
Altra differenza fra allora e oggi, forse la più importante. Nel 2022 l'opposizione, cioè Fratelli d'Italia, non scadde mai in vergognose accuse al Governo, perché sapeva bene che si trattava di una emergenza internazionale non certo dipendente dall'esecutivo, di fronte alla quale bisognava pensare al
bene della Nazione. Oggi invece la sinistra mette, come purtroppo è solita, l'interesse di parte, di lucrare un po' di malcontento, al di sopra della verità e del bene dell'Italia.